Chiesa di San Nicolò

Piazza XX settembre

 

 

Nel 1218 il priore di S. Esuperanzio Anselmo decise di far costruire una chiesa in un luogo comodo per evitare che i parrocchiani di Sant'Esuperanzio percorressero nei mesi invernali la strada che li separava dalla loro chiesa. 

La terra necessaria, posta nei pressi di Porta Montana e di proprietà dell'ospedale dello Spineto, fu ottenuta in cambio di un podere che il monastero di S. Esuperanzio possedeva poco fuori le mura di Cingoli. Il 6 settembre 1218, alla presenza dell'abate di Fonte Avellana Rinaldo, venne stipulato l'atto di permuta e si decise di intitolarla ai santi Esuperanzio e Nicolò (1). 

Quando fu terminata vi fu trasportato da S. Esuperanzio il battistero.

La facciata è stata rimaneggiata nella seconda metà del sec. XVI, per interessamento della famiglia Venanzi, originaria di Spello e nobile di Cingoli, e, in particolare, di Pietrogiacomo, Pietropaolo e Cosimo, i quali si succedettero nel priorato di S. Esuperanzio dal 1552 al 1593.  A questa famiglia apparteneva lo stemma in pietra, purtroppo scalpellato, che ancora si scorge sulla facciata, tra il rosone ed il portale, attestante l'importanza delle opere di restauro e di abbellimento fatte eseguire. 

Portale del maestro Giacomo (foto del 28/12/2003)

In particolare fu sostituito l'originario portale con quello attuale, opera del maestro Giacomo e che prima era collocato sulla parete destra della chiesa di Sant'Esuperanzio; furono ristrutturate le case adiacenti e costruita l'elegante loggetta che prospetta sulla piazza. 

Nell'interno dell'edificio sacro è conservato un antico altare in pietra trasportatevi nel 1955 dalla chiesa abbandonata di S. Paterniano.

 

Particolare del fregio del portale (foto S. Mosca)

Stemma della famiglia Venanzi (disegno di C.E. Bernardi)

 

"La chiesa è a tre navate, la centrale coperta da botte sestiacuta, rinforzata da tre archi trasversali dello stesso sesto, le laterali coperte da crociere. L'affinità con la chiesa di S. Esuperanzio è evidente nell'abside piatta, dato significativo per una chiesa a tre navate, e nella disposizione delle fonti di luce, rosone nella facciata e finestre nella parete absidale, con assenza di aperture nelle pareti laterali. Ma anche la copertura nella navata centrale, con i suoi tre archi ogivali a sostegno della botte, non può dirsi radicalmente diversa da quella di S. Esuperanzio. 

Va rilevato comunque che la botte sestiacuta con sottarchi della chiesa di S. Nicolò può trovare il suo prototipo nella copertura della chiesa di Fonte Avellana, nonché nella copertura della chiesa abbaziale di Sitria, anche questa dipendente dal vicino Eremo di Fonte Avellana".

 


(1) "La chiesa sarebbe dunque sostanzialmente coeva a quella di S. Esuperanzio. Ciò può creare qualche perplessità a motivo delle ingenti spese occorrenti per due costruzioni quasi contemporanee. Va al riguardo rilevato che il priorato di S. Esuperanzio già appariva dotato di beni, che riscuoteva molta considerazione da parte del priore di Fonteavellana (come conferma la presenza di questi all'atto di acquisto del terreno per la costruzione della chiesa di S. Nicolò), che il priore di S. Esuperanzio godeva allora di grande prestigio (come attestano la sua elevazione al ruolo di ordinario della diocesi dal 1250 al 1263 e il suo successo nella susseguente controversia con il vescovo di Osimo circa il diritto di esenzione). Il secondo quarto e la seconda metà del XIII secolo erano quindi un periodo assai propizio all'affermazione e all'espansione del priorato di S. Esuperanzio, per cui non meraviglia la costruzione quasi contemporanea delle chiese di S. Nicolò e di S. Esuperanzio", A. Cherubini, Architettura e scultura medievali nel territorio di Cingoli, in AA.VV., Cingoli dalle origini al sec. XVI. Contributi e ricerche, "Studi Maceratesi" 19, Macerata 1986, pp. 168-169

 

Testo:

Per la storia: A. Pennacchioni, La monumentale chiesa di S.Esuperanzio in Cingoli, Cingoli 1978, p. 63 - P. Appignanesi, Guida della città  e del  territorio, in Cingoli. Natura Arte Storia Costume, Cingoli 1994, p. 80

Per l'architettura: A. Cherubini, Architettura e scultura medievali nel territorio di Cingoli, in AA.VV., Cingoli dalle origini al sec. XVI. Contributi e ricerche, "Studi Maceratesi" 19, Macerata 1986, pp. 168-169

 

 


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