A spasso per Cingoli

Avventure e riflessioni di una turista

Un racconto (con critiche e proposte) di Alberto Calvelli

 

Ecco, finalmente, la giornata giusta per partire, una bella giornata di sole, calda, limpida e priva di nuvole. Chissà che panorama da lassù, dicevo a mio marito mentre l’auto si arrampicava su quella strada, certamente sconnessa e disagiata come, d’altra parte, la maggior parte delle strade della provincia.

Oggi, con mio marito e i miei due figli, abbiamo deciso, infatti, di partire alla volta di Cingoli, il cosiddetto “Balcone delle Marche”. Mi è capitato di vedere un servizio al telegiornale e quelle belle immagini riprese dall’alto mi hanno veramente incuriosito. E’ proprio un grazioso paesino, ho pensato, un borgo da visitare al più presto.

Arrivati a Cingoli, giriamo verso il centro storico e al primo segnale di parcheggio ci fermiamo. In questo luogo, dice mio marito, nell’Ottocento si giocava con il pallone a bracciale, uno degli sport più praticati in quell’epoca. Interessante, mi viene subito da osservare, ma perché non hanno messo dei pannelli esplicativi? Sarebbero un utile strumento per comprendere cosa fosse questo gioco, come e dove si giocasse...

Iniziamo la nostra passeggiata salendo per una stradina e subito giungiamo ad uno dei balconi di Cingoli, da questo luogo si ammira uno spettacolo davvero unico! Peccato per quei grandi ippocastani lì sotto che con le loro chiome coprono una parte dello splendido panorama. Mio marito dice che sarebbe piuttosto facile provvedere ad una blanda potatura per ridurne la chioma. E ciò sarebbe auspicabile, esclama il tizio impegnato a scattare alcune foto e che ha evidentemente sentito le parole di mio marito; se un paese è famoso per essere il “Balcone delle Marche” non è normale che da qui si riesca a vederne solo una metà di questo benedetto panorama!  Ridendoci su, proseguiamo la nostra passeggiata in direzione della piazza principale, che raggiungiamo piuttosto velocemente.

Lì incontriamo un gentile signore che ci illustra le innumerevoli bellezze di Cingoli, la sua storia e quello che potrebbe dare se solo gli amministratori, e mi indica quel bel palazzo con la torre dell’orologio alle nostre spalle, avessero più coraggio e lungimiranza.

Noto che il Museo Archeologico si trova proprio sotto il loggiato del Palazzo Comunale, ne ho sentito parlare molto bene. Dal punto di vista archeologico, Cingoli è famosa infatti per gli importantissimi reperti del Paleolitico inferiore e medio e per un sito protostorico, scoperto nella frazione di Moscosi, veramente eccezionale!

Prima di visitare il museo però, optiamo per una breve passeggiata e un po’ di gioco per i bambini. Pensiamo così di scendere lungo corso Garibaldi in direzione dei famosi viali, così ben descritti dalla nostra improvvisata guida, ma lui ci sconsiglia di proseguire per il corso, non è facile camminare con quel passeggino fra le auto parcheggiate e quelle che passano, e poi ripassano, e poi ripassano ancora, mi dice, prenda quella strada là, la cosiddetta “Portella”, il cammino sarà un po’ più agevole.

Dopo una scomoda ma inevitabile strettoia, ci incamminiamo lungo questa strada e subito vengo catturata dal bellissimo panorama che vedo alla mia sinistra: un’elegante chiesa, bellissime montagne di un verde accecante tagliate da una stretta valle.

Ma non mi è consentito distrarmi così facilmente perché la mia attenzione deve essere rivolta principalmente alle auto che passano, ed anche ad alta velocità, pur essendo una strada stretta ed in pieno centro storico. Cerchiamo quindi un passaggio fra le auto parcheggiate e lo spazio adiacente le mura cittadine, dove la fa da padrone un miscuglio di terra, erbacce e rami secchi.

Dopo questo breve fuoristrada, prendiamo un marciapiede che corre lungo un parcheggio ed arriviamo ad un bivio; non prendiamo la strada sulla sinistra, ci sono troppe auto parcheggiate; decidiamo per quella di destra che scende ancora a ridosso delle mura. Ma appena imboccata la strada, mentre osservo sul muro di un panificio quell’antica lastra di arenaria con la raffigurazione dell’”Agnus Dei”, mi assale un dubbio... fare lo slalom fra le auto parcheggiate, passare di nuovo sul battuto di terra, erbacce e rami secchi che è presente anche in questo tratto di mura, o scendere lungo la strada accelerando il passo per evitare di finire investiti?

Decidiamo per la terza ipotesi e finalmente raggiungiamo i famosi viali di Cingoli; ci fermiamo nel bellissimo parco, notevole per la sua estensione e per la grande quantità di giochi per bambini.  

Mi fermo a parlare con un uomo intento a giocare con le sue bimbe per chiedere informazioni su dove poter mangiare. Dopo le dovute presentazioni ed i suoi preziosi consigli enogastronomici, finiamo per parlare di Cingoli e delle difficoltà che abbiamo incontrato per raggiungere i viali.

Espongo al nostro nuovo amico Alberto tutto il mio disappunto su quel parcheggio dove ci siamo fermati, nell’arena dove un tempo si giocava al bracciale, come mi ha spiegato mio marito. Un’area assolutamente indecorosa: manutenzione del verde pubblico carente, immondizia diffusa, scalinate sconnesse, il tratto pedonale che alterna zolle di erba a porzioni di asfalto e quell’orrenda costruzione a gradoni. Questo è il primo parcheggio che si incontra seguendo le indicazioni per il centro…non è certo un bel biglietto da visita.

Alberto concorda con me e mi dice che oltre ad essere adibita a parcheggio, l’area potrebbe essere valorizzata, riqualificata e sfruttata in vari modi: rappresentazioni teatrali e concerti musicali ad esempio; eventi già sperimentati e con ottimo successo!

Faccio notare ad Alberto che anche qui, nel parco giochi, un po’ di manutenzione non guasterebbe per nulla, noto che ci sono numerose zone prive di erba, nei pressi dei giochi e a ridosso delle panchine affiora la terra…è un peccato, un parco di questo genere meriterebbe maggiore cura. Alberto allarga le braccia e scuote la testa.

Ma, hai visto, mi dice, in che condizioni versa l’area adiacente alle mura della Portella? E dove si dovrebbe camminare? Sulla striscia di terra o in mezzo alla strada? Non sarebbe opportuno allora pavimentare l’area e renderla finalmente pedonabile?

Non posso che dargli pienamente ragione e mentre lo ascolto, penso alle difficoltà che incontrerebbe un disabile nel centro storico di Cingoli. Sarebbe certamente impossibilitato a fare il benché minimo spostamento.

Vedi, prosegue, la zona dei viali è un vero gioiello, invidiatoci da tutti i comuni del circondario. Però, negli ultimi anni, si è puntato solo alla valorizzazione di questo luogo lasciando il centro storico a se stesso. E i progetti futuri riguardano ancora quest’area. Dopo la discutibile “imbrecciata”, cioè quella pavimentazione a brecciolino, ora pensano di ricostruire quel locale che vedi laggiù trasformandolo da chalet a non so cosa, una struttura che rappresenta l’ennesimo sperpero di denaro pubblico!

E a proposito di degrado urbano, tu hai visto soltanto il parcheggio e la via della Portella ma ti assicuro che altre zone versano in condizioni veramente penose: dal cortile Rossetti se provi a salire verso l’Istituto Alberghiero rischi di romperti una caviglia su una scalinata completamente sconnessa o di sprofondare fra escrementi di piccione. E se ti armi di coraggio, puoi fare un’interessante passeggiata fra lo Spineto, la Polisena e le vie intorno alla Piazza, attenzione però alle deiezioni dei cani, alquanto numerose, e alla tipica pavimentazione cingolana “a buche e toppe”...

Si è fatto tardi e i bambini reclamano a gran voce qualcosa da mangiare. Fissiamo l’appuntamento per le 18,00 quando Alberto ci accompagnerà a visitare due bellissime chiese: S. Esuperanzio e S. Vitale.

Dopo un lauto pranzo andiamo alla scoperta del centro storico…bellissimi palazzi, molte chiese, un centro veramente carino…ma un po’ sporco e con un selciato decisamente da rifare. Noto che ci sono auto parcheggiate dappertutto, anche a ridosso delle chiese e dei palazzi storici, cavi elettrici che penzolano ovunque, un verde pubblico per nulla curato, segnali stradali tenuti fermi da pietre o blocchi di cemento…beh, manca proprio la cura del dettaglio. Il paese è piccolino e una buona pratica di manutenzione ordinaria sarebbe facile da attuare.

Ed eccoci finalmente presso la chiesa di S. Domenico dove è custodito un meraviglioso quadro di Lorenzo Lotto. Con grande sorpresa noto che è chiusa! Leggo il cartello che indica di rivolgermi al personale della Biblioteca comunale per l'apertura della chiesa. Mi sembra una cosa assurda…Ci incamminiamo lungo una stretta e trafficata stradina e appena arrivati in Piazza chiediamo informazioni per la Biblioteca. Per fortuna è qui a due passi… non vorrei perdere troppo tempo. Altra ennesima brutta sorpresa! La Biblioteca comunale è chiusa e così pure la Pinacoteca, che si trova nello stesso palazzo.

E’ davvero incredibile che a luglio, in un paese turistico come Cingoli, le strutture museali siano chiuse. Torniamo in piazza e andiamo a visitare il Museo Archeologico Statale che, come previsto, non mi lascia per nulla delusa, grazie ai magnifici reperti esposti. Chiediamo agli addetti del museo se sia possibile vedere i resti delle mura romane di Cingoli ma ci scoraggiano subito dal farlo. Le mura sono inaccessibili a causa dell’inesistente gestione del verde: la zona, infatti, è infestata da ogni tipo di erba, rovi e arbusti. Servono degli stivali ascellari per visitare l'area archeologica di Cingoli, mi dice la simpatica addetta museale, è un'area sprovvista di segnaletica e fuori da ogni circuito turistico.

Terminata la visita al museo, eccoci all'appuntamento con Alberto, saliamo in macchina e ci dirigiamo in direzione della collegiata di S. Esuperanzio; è veramente un gioiello! Sia il magnifico portale che l’interno della chiesa, meritavano senza dubbio la nostra visita.

Così, lasciamo Cingoli, per visitare S. Vitale, la cosiddetta chiesa dei "mammocci", e in macchina parliamo, ancora una volta, di Cingoli e delle sue problematiche. Per non sembrare eccessivamente critica, premetto subito che il paese possiede numerose potenzialità, ma sono totalmente inespresse, manca una politica volta alla sua valorizzazione. Non mi sembra, dico ad Alberto, che a Cingoli si faccia una promozione efficace e programmata. Bisogna capire che è importante "fare rete", entrare a far parte dei circuiti turistici.

Ad esempio, la chiesa di S. Esuperanzio potrebbe far parte di un circuito del romanico marchigiano. All'interno ci dovrebbero essere dei depliant di altre chiese romaniche del circondario...come quella di S. Vittore alle Chiuse di Genga, una chiesa che si trova a due passi dalle Grotte di Frasassi…grotte che fanno 300.000 visite annue... Allo stesso modo, all'interno di S. Vittore alle Chiuse ci dovrebbero essere i depliant di S. Esuperanzio...

Questo significa "far rete", accordarsi con le amministrazioni e le associazioni di altri paesi che hanno simili eccellenze e creare dei percorsi culturali. Il turista deve disporre di questo tipo di strumenti. Se non si fa parte di un circuito si è tagliati fuori dai flussi turistici. Alberto sorride e annuisce. E poi scusa, mi spieghi per quale motivo nel centro storico di Cingoli deve essere così difficile camminare? Questo è un paese a vocazione turistica e non è normale che non sia prevista un'isola pedonale.

Nel mese di agosto dalle 17,00 alle 20,00 il corso di Cingoli è chiuso al traffico, risponde Alberto, più di questo il paese non riesce ad esprimere...

Non posso che darti pienamente ragione, sei stata a Cingoli una sola giornata ed hai subito capito la situazione. Hai capito che il paese potrebbe dare molto e che abbiamo delle eccellenze inespresse o mal gestite, e ti assicuro che anche dal punto di vista ambientale abbiamo molto da offrire. Per far crescere turisticamente il paese è necessario fare un bel balzo in avanti.

E’ fondamentale che si metta al centro dell’attività politica l’interesse per la collettività individuando ciò di cui il paese ha bisogno, e puntando su ciò che ha ed è in grado di offrire. Una nuova visione, questo serve! Bisogna puntare sulle potenzialità offerte dal territorio e che mai sono state veramente sfruttate: ambiente, beni culturali, enogastronomia e artigianato artistico; senza dimenticare che la valorizzazione di un territorio passa anche attraverso il recupero del già costruito, lo stop alla cementificazione, il risparmio energetico, la tutela del paesaggio e della ruralità, la partecipazione attiva dei cittadini, la condivisione dei saperi.

Sai cosa spero? conclude Alberto al momento dei saluti, Di rivedervi fra qualche tempo a Cingoli, che troviate tutte queste cose finalmente realizzate… spero solo di non dover aspettare troppo tempo!

 

Cingoli, 30 dicembre 2014

 

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