Pittore. Cingoli 1896 - Fano 1987

A Cingoli trascorse i primi e più intensi anni della sua vita artistica. All'età di quindici anni fu avviato dal tolentinate Francesco Ferranti all’affresco. A diciotto conseguì presso l'Accademia di Belle Arti a Roma l'abilitazione all'insegnamento del disegno, sotto la guida del paesaggista e ritrattista Cesare Tallone.

Nel 1925 partecipò alla terza Biennale d’Arte Romana con Carrà, De Chirico, Marinetti, Dottori e altri celebri pittori. Sempre nello stesso anno prese parte all’esposizione di Fiume, l’anno successivo alla rassegna Amatori e cultori di Roma insieme a Bucci e Cascella. Nel 1927 vi tornò con Bartolini e Carnevali. Partecipò a mostre a Bologna e a Rovigo. Nel 1939 partecipò al Premio Marche allestito ad Ancona.

Dopo la seconda guerra mondiale si trasferì a Fano dove fondò la Accolta dei 15, un cenacolo di artisti impegnati ad operare per la diffusione dell’arte. Insegnò decorazione pittorica all'Istituto d'arte Apolloni e poi in altri Istituti di Pesaro, dove fu per alcuni anni Preside al Liceo Scientifico.

Conosciuto e apprezzato, a lui è intitolata la Pinacoteca Comunale di Cingoli, nella quale sono conservate diverse opere; le più conosciute si trovano nella Chiesa Cattedrale di Cingoli: nell'altare dell'abside destro c'è il dipinto con il Discorso della Montagna, mentre nel catino absidale, l’Assunzione al cielo di Maria (1939).

 

 
 
Chiesa di S. Giacomo Cingoli sotto la neve

Compilare un catalogo delle sue opere è molto difficile ma doveroso, in quanto sono disseminate in molte abitazioni private; si hanno quadri ad olio, cartoni pubblicitari, tra cui quello per lo champagne della ditta Grasselli di Cingoli, scenografie per opere teatrali, litografie, disegni e pitture su seta.

I quadri di Stefanucci, raffiguranti paesaggi campestri, fiori, soprattutto cardi, scorci di Cingoli, interni di abitazioni, giardini, nature morte e ritratti, nonostante riscuotessero molto successo presso i suoi contemporanei, venivano dal pittore per lo più regalati (tanto che molte famiglie cingolane posseggono opere dell'artista) e per questo non si inserirono mai nel grande circuito dei mercanti  d'arte.

 

Fonte:

P. Topa, Donatello Stefanucci, in D. Bacelli – P. Topa, Cingoli 1944-2002. Vita pubblica e privata, Cingoli 2002, pp. 258-260

 

 


Home Page Cingoli Sommario S. Bonfilio