Immagine di S. Esuperanzio dalla Croce astile, 1300

 

Patrono di Cingoli.

La Vita S. Exuperantii (1) narra che il santo era Africano, aggiungendo i nomi del padre Eulasio e della madre Perpetua. 

Il primo, orgoglioso del figlio, pensava di trasmettergli la sua fede pagana sognando per lui una moglie, la discendenza ed una carriera. Il giovinetto invece si orientava verso la religione cristiana e chiese il battesimo al vescovo della città e divenne cristiano. Accesasi una persecuzione, Esuperanzio chiese ed ottenne dai genitori la parte dei suoi beni e lasciò la città per risparmiare loro tribolazioni e dolori.

Nella prima città, incontrata nel suo cammino, una donna gli presentò il suo fanciullo, pregando che lo accettasse come discepolo e fosse battezzato: il ragazzo, di nome Formario, battezzato, seguì Esuperanzio. 

Di lì s'imbarcarono entrambi; ma una tempesta levatasi in mare creò lo spavento nei marinai, che si rivolsero al santo, riconoscendo di aver peccato, ma dicendosi pronti a credere e a sbarcare Esuperanzio in qualsiasi porto avesse voluto. Credettero, si battezzarono e fattesi tranquille le acque lo fecero scendere in località ad sanctum magnum in homanam.  

Esuperanzio si diresse a Roma, e lungo la via, incontrò il gruppo di 11 fratres, con Fiorenzo Severino e Venanzio.

Giunto a Roma e incominciata la predicazione cristiana sollevò l'ira di "molti Romani", tanto che il princeps lo fece arrestare ed imprigionare. Allora il papa "Pascasio" intervenne, lo fece liberare ed essendo giunta la notizia della morte del vescovo di Cingoli, Teodosio, Pascasio lo inviò vescovo di quella città.

Trascorsi 15 anni e colpito da malattia esortò preti e monaci al servizio divino, alla preghiera, predicendo la sua prossima fine. Prima della morte guarì una paralitica, indicò il luogo della sua sepoltura, fuori "Porta Montana" e pregando spirò (2).  

Secondo S. Prete (3) la Vita risulta del tutto leggendaria e la sua composizione si presenta come una manipolazione di elementi presi dalla passio dei Santi milanesi Nazario e Celso, da alcuni agiografici-liturgici e dal culto e tradizioni locali. Già il Fanciulli (4) sosteneva che Esuperanzio di Cingoli non era altro che uno del gruppo dei martiri venerati in Umbria (S. Savino, Esuperanzio e Marcello diac. e compagni). 

La larga diffusione del culto di S. Savino e compagni nell’Umbria e in tutto il Piceno spiegano come culto e reliquie del martire pervennero anche a Cingoli (5). La spiegazione della inventio risiederebbe, sempre secondo il Prete, nel clima politicamente caldo per le ricorrenti lotte comunali, ecclesiasticamente corrugato per le mai sopite rivendicazioni di autonomia da parte di Cingoli, diocesi antica, e di superiorità della città di Osimo, tra le più operose, fu concepita la Vita S. Exuperantii che ridonava a Cingoli il titolo legittimo di chiesa antica e non meno illustre della osimana (6).

Secondo l'Avarucci invece il santo venerato a Cingoli si dovrebbe identificare con il vescovo Esuperanzio di Ravenna (7).

 


(1) Unica fonte inerente la vita e il culto del santo, databile fra il XIII (ms. 708) e il XIV-XV secolo (ms. 709). Della Vita esistono due manoscritti pergamenacei conservati nell’Archvio di Stato di Macerata, sezione Archivio Storico di Cingoli (mss. 708 e 709).

(2) S. Prete, La “Vita S. Exuperantii”. Annotazioni storico-critiche, in AA.VV., Cingoli dalle origini al sec. XVI. Contributi e ricerche, Atti del XIX Convegno di Studi Marceratesi, Cingoli 15-16 ottobre 1983, Studi Maceratesi 19, Macerata 1986, pp. 177-178

(3) S. Prete, La “Vita S. Exuperantii”. Annotazioni storico-critiche, cit., p. 181

(4) L. Fanciulli, Osservazioni critiche sulle antichità cristiane di Cingoli, Osimo 1762, pp. 129-132

(5) S. Prete, La “Vita S. Exuperantii”. Annotazioni storico-critiche, cit., p. 182

(6) S. Prete, La “Vita S. Exuperantii”. Annotazioni storico-critiche, cit., p. 185 

(7) G. Avarucci, Una lamella iscritta, problemi ed ipotesi intorno al culto di S. Esuperanzio a Cingoli, in AA.VV., Cingoli dalle origini al sec. XVI. Contributi e ricerche, Atti del XIX Convegno di Studi Marceratesi, Cingoli 15-16 ottobre 1983, Studi Maceratesi 19, Macerata 1986, pp. 187-216

 

 


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