Palazzi Simonetti

 

Indirizzo: Via Domenico Foltrani          

Coordinate (google maps): 43°22'25.15"N 13°13'0.55"E

 

La famiglia Simonetti, originaria di Jesi, si stabilì a Cingoli alla fine del XIV sec. I palazzi di proprietà dei Simonetti, posti in via Foltrani (già via Armellina), sono attualmente divisi tra proprietari diversi. Il palazzo di sinistra si caratterizza per la presenza di un' elegante scala d'accesso ai piani superiori e conserva, murate nell’atrio, due epigrafi (CIL IX, 5679, 5688) e un fregio di epoca romana.

Il palazzo di destra venne eretto prima del 1537: ne è prova il fatto che nell’altare fatto costruire in quell’anno da Gabriele Simonetti nella chiesa di S. Esuperanzio lo stemma di famiglia è costituito dalla testa di leone mirante in alto mezza stella, mentre nello stemma del palazzo la mezza stella non è ancora presente.  

Il Raffaelli, inoltre, a proposito dello stemma scrive: "Una testa di Leone d'oro che mira una mezza stella parimenti d'oro in campo rosso, e prima del 1500 senza la mezza stella" (F. M. Raffaelli, Alberi genealogici delle Famiglie nobili estintesi in Cingoli dopo il ristabbilimento in essa Città dell'Ordine de' Gonfalonieri..., ms. della seconda metà del sec. XVIII). 

Nel palazzo di destra, nello stipite della porta d'ingresso di una stanza a piano terra, è collocata un’iscrizione che ricorda il podestà Fazio Benassai. 

Palazzo Simonetti, palazzo di destra (foto di S. Mosca)

La pietra su cui è incisa l'epigrafe è stata usata come materiale di spoglio e di conseguenza il testo è mancante della parte iniziale e terminale. L'alfabeto è in capitale umanistica poco raffinata, con resti di gusto gotico negli apici e nei noduli centrali di I e T.

[...]

Fatii . Benassai . S-

enen(sis) . qui . cum . per

annum praetura-

m . gessisset . [.]i

[...]

Attraverso lo studio delle fonti documentarie è stato possibile concludere che il podestà, per quanto fosse inconsueto, ebbe la carica per un’anno intero (maggio 1472-maggio 1473). Non conoscendo la collocazione originaria dell'iscrizione e data la mutilazione del testo, non si può neanche stabilire a quale monumento si faccia riferimento. Non si ha alcuna notizia di lavori in edifici comunali durante l'anno in cui il Benassai ricoprì la carica di podestà. E' certo, però, che nello stesso periodo venne eseguita la pavimentazione "strate publice a porta Montana usque ad portam Spineti"; fu edificata la fontana "in platea S. Nicolai" e costruito un pozzo nel chiostro di S. Francesco.

Una seconda iscrizione, su mattone, è stata rinvenuta in occasione del restauro di una parte del Palazzo di destra, lungo via Tito Labieno. Il testo, non esente da errori ortografici, risulta da una mescolanza di forme latine e volgari. Il personaggio citato nell'iscrizione, Gilio di Andrea Crescioni,  è ricordato nella documentazione cingolana sia per quanto riguarda atti di compravendita sia per gli incarichi comunali che rivestì. L'iscrizione farebbe pensare che Gilio di Andrea fosse lavorante o proprietario di una fornace per la produzione di laterizi.

1488 adì 16

de gio(n)gnio Ilius

A(n)dr<e>a scrisit

Una terza iscrizione, incisa in lingua greca, è su pietra calcarea. La pietra è stata usata come architrave di una finestra del Palazzo di destra in via Francesco Castiglioni. Ma anche prima del reimpiego, come mostra la sua forma, dovette ugualmente costituire l'architrave di una finestra. La collocazione attuale dell'iscrizione dovrebbe essere anteriore al 1537. Incerta è la sua datazione così come la provenienza e l'ispiratore del testo. Al di sopra dell'iscrizione, sempre su un supporto di pietra probabilmente di spoglio, è incisa una A della quale è impossibile stabilire il significato.

́́Aρχή  της  σοφίας  φόβος  κυρ<ί>ου

(L'origine della sapienza è il timor di Dio, salmo 110,10)

(foto del 25/2/2007)

 

Particolari (foto del 16/1/2011)

 

 

Stemma della famiglia Simonetti - Antecedente il 1537 (disegno di C.E.Bernardi)

Cavaliere della famiglia Simonetti (ricostruzione ideale di P. Appignanesi)

Scudo araldico della famiglia Simonetti (disegno di P. Appignanesi)

 

 

 


Fonte:

G. Avarucci - A. Salvi, Le iscrizioni medioevali di Cingoli, Padova 1986, pp. 147-152

 

 


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