Palazzo Mucciolanti

Corso Garibaldi

 

 

Stemma della famiglia Mucciolanti (disegno di C.E. Bernardi)

 

I Mucciolanti, di  antica  origine  popolare  e mercantile, avevano conquistato, nella seconda metà del  Settecento una cospicua fortuna, tanto da ottenere dalla Sacra Consulta, nonostante gli ostacoli posti dal ceto patrizio, l'aggregazione al gonfalonierato nel 1763.

A tale data va riferita la costruzione del palazzo, che fu lasciato deliberatamente incompiuto nel portone, per ripicca verso il ceto che li aveva sempre osteggiati a causa delle arti meccaniche esercitate in passato, e che da ultimo aveva bocciato il loro progetto di completare l'opera con un portone a colonne sostenente un grandioso balcone. Anche se oggi appare ovvio che l'aggetto considerevole sulla pubblica via fu la vera causa dell'opposizione, resta il rammarico di vedere incompiuta una facciata assai elegante, l'unica, a Cingoli, interamente rivestita in pietra.

Il divieto di erigere il portone è anche più comprensibile se si considera che, al momento della costruzione, non era stata abbattuta una schiera di case posta al centro di Via Cavour, di fronte, quindi, al palazzo; demolizione avvenuta intorno al 1840, per consentire un miglior godimento della facciata della ricostruita chiesa di S. Francesco. La sede del palazzo è maestosa ed elegante, benché priva, come l'ingresso, delle statue che ne ornavano le nicchie.

 

Testo:

P. Appignanesi, Guida della città e del territorio, in Cingoli. Natura Arte Storia Costume, Cingoli 1994, p. 89

 

 


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