Chiesa di Santa Maria in Valverde

Corso Garibaldi

 

 

Nei primi anni del '900 fu trasformata in abitazione. È scampata alla distruzione solo una parte della facciata rinascimentale (il timpano è scomparso, la finestra ovale è stata alzata e sono spuntate quattro nuove finestre). Il capitello destro è sormontato da un piccolo scorpione, emblema araldico della famiglia Silvestri, alle cui vicende è legata la storia della chiesa, come risulta da un'iscrizione latina, un tempo posta sopra il portale ed ora conservata nel Museo, della quale si da una sintetica traduzione.  

 

TEMPIO DELLA VERGINE MADRE DI DIO IN VAL VERDE

PATRONATO DELLA FAMIGLIA SILVESTRI PER LONTANISSIMO

DIRITTO, CHE, PRESSOCHÉ DISTRUTTO DALLA VIOLENZA DELLE

GUERRE, FRANCESCO, DELLA MEDESIMA FAMIGLIA, VESCOVO DI

FIRENZE, RICOSTRUÌ NELL'ANNO DELLA SALUTE 1324 QUINDI

PRIVATO DEI POSSEDIMENTI DA NUOVI ASSALTI DEL TEMPO

BALDONE, PRONIPOTE, DOTÒ NELL'ANNO 1380 DI ABITAZIONE

DI TERRENI E DI ARREDI, CONSUMATO DALL'INGIURIA DI

LUNGHISSIMO TEMPO, RAIMONDO RESTAURÒ PER LA TERZA

VOLTA. SEBASTIANO, FIGLIO DI RAIMONDO, RICOSTRUÌ IN

QUESTA FORMA NELL'ANNO 1612, DOPO AVERLO FORNITO DI

AVERI E DI ABBELLIMENTI.  

 

Aveva un unico altare sul quale vi era un dipinto raffigurante la Vergine, San Sebastiano ed altri SS.  in gloria, opera di Simone Cantarini (Pesaro 1612 - Verona 1678)  

 

Testo:

P. Appignanesi, Guida della città e del territorio, in Cingoli. Natura Arte Storia Costume, Cingoli 1994, p. 86

 

 


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