Chiesa di Santa Lucia

Corso Garibaldi

 

 

Presumibilmente esistenti, sia la chiesa che l’annesso convento degli Agostiniani, già nella seconda metà del sec. XIII (1), furono interamente ricostruiti, tra il 1734 e il 1774 il convento, oggi sede della scuola alberghiera, e nel 1780 la chiesa, su disegno dell'architetto Francesco Maria Ciaraffoni (Fano 1720 - Ancona 1802). Il convento ha conservato le strutture portanti e la facciata abbastanza integri, nonostante gli adattamenti eseguiti per renderlo funzionale alla nuova destinazione. La chiesa subì pesanti manomissioni già alla fine del sec. XVII, allorché venne meno l'impianto architettonico medievale.

Nel 1783 vi erano dieci altari, tra i quali uno intitolato a Santa Lucia, di giuspatronato del marchese Federico Silvestri, al quale era stato concesso, nel 1663, "un passaggio sotterraneo dal suo palazzo al convento per l'orto, a motivo di venire in chiesa con suo maggior commodo"

Nella ricostruzione del 1780 fu mantenuto un altare intitolato ai Santi Crispino e Crispiniano, spettante alla Compagnia dei Calzolai, la cui pala è conservata nella pinacoteca civica di Cingoli. Della chiesa non resta oggi che una parte del prospetto.  

  (foto del 28/12/2003)

Per questa chiesa Giovanni Pagani da Monterubbiano (1465 c.a. – 1545 c.a.) dipinse su tavola una Madonna del Soccorso datata e firmata 22 maggio 1506 e attualmente esposta al Louvre di Parigi.

 

(foto del 16/1/2011)

 

 


(1) In un istrumento di Rinaldo di Ottone di Alberto del 3 maggio 1255 si nomina la chiesa di S. Lucia  apud murum castri, cioè presso il Cassero: S. Matellicani (a cura di)  M. Maran, Cingoli  scomparsa, Cingoli 2000, p. 66

Testo:

P. Appignanesi, Guida della città e del territorio, in Cingoli. Natura Arte Storia Costume, Cingoli 1994, p. 91

 

 

 

La Madonna del Soccorso 

di Luca Centanni

Le informazioni relative alla tavola della Madonna del Soccorso, l’unico lavoro autografo noto di Giovanni Pagani, si possono trovare in un volume manoscritto di Francesco Maria Raffaelli della seconda metà del Settecento (carta 97 r e v, LIBRO D del Cav. Niccolò Vannucci - ‘’altari juspatronali nel 1683"). 

Il Raffaelli testimonia infatti la presenza, nella chiesa di Santa Lucia, di un altare dedicato alla Madonna del Soccorso, il penultimo in cornu epistole, di pertinenza della chiesa, già juspatronato Fortini canonico della città. Nella chiesa, oltre al maggiore, vi erano altri cinque altari per lato, ciascuno con la relativa proprietà.

Il tema svolto nel dipinto è quello della Madonna che brandendo un nodoso bastone salva un bambino votato insensatamente al diavolo dalla propria madre stanca della sua vivacità. Ma quest’ultima non appena il demone sta per ghermirlo, altrettanto repentinamente ne supplica la salvezza da parte della Madre Celeste. La storia è attinta da uno dei miracoli della Vergine che tanto hanno impressionato il mondo medievale attraverso le narrazioni orali dei vari ordini medicanti, specie francescani e benedettini, e le sacre rappresentazioni.

Questa importante tela è stata mostrata al Museo Sistino Vescovile di Montalto Marche (AP) (uno degli otto delle rete dei Musei Sistini del Piceno) nel periodo 27 Marzo -18 Luglio 2004 per la mostra dal titolo: “Da Parigi a Montalto: capolavori dai musei del Louvre e di Cluny”.

 

Bibliografia

Walter Scottucci - Paola Pierangelini, La Vierge à la masse, in Quaderni di ricerca sul patrimonio artistico marchigiano disperso, Febbraio 2004, Acquaviva Picena (AP)

 

Giovanni Pagani, Madonna del Soccorso - cm 180x151 - Parigi, Musée du Louvre

 

 


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