Chiesa di San Giacomo

Via San Paterniano

 

 

Se ne trova menzione giā nel 1223, ed era annessa, allora, ad un monastero di benedettine che, nel 1393, fu unito a quello di Santa Caterina. 

Nel 1446, chiesa e monastero passarono ai Minori Francescani, che vi hanno dimorato fino a pochi anni or sono. Dell'antica chiesa non resta che il portale romanico, di pietra arenaria locale, formato da tre pilastri, il mediano dei quali ornato di fregi, e da due colonnine, quella interna a tortiglione, l'altra a sezione poligonale.

L'arco, a pieno centro, č formato dagli stessi elementi e impostato su capitelli finemente scolpiti.

L'interno č stato ricostruito presumibilmente nel sec. XVIII, risparmiando, fortunatamente, la cappella Franceschini, costruita nel 1505, il cui ingresso č abbellito da un monumentale arco a pieno centro elegantemente ornato, al pari dei pilastri che lo sorreggono, da palinoplie di armi a rilievo.

All'interno della cappella č pregevole il monumento funebre della stessa famiglia. 

Il complesso di S. Giacomo (foto di S. Mosca)

Interessanti due dipinti: San Pietro d'Alcantara e La Vergine, San Luigi di Francia e Santa Elisabetta d'Ungheria, attribuiti rispettivamente all'ascolano Sebastiano Gheppi e a Gaetano Lapis, di Cagli, allievo del Conca.

 

Portale d'ingresso al monastero (foto di S. Mosca)

Il complesso monastico di S. Giacomo alle prime luci del giorno (foto di S. Mosca)

 

 

 

Testo:

P. Appignanesi, Guida  della cittā e  del  territorio,  in Cingoli. Natura Arte Storia Costume, Cingoli 1994, p. 120

 


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