Chiesa di San Domenico

Piazzale G. Mestica

 

 

Le prime notizie della chiesa risalgono al 1325; se si presta fede alle parole dell’Avicenna fu costruita poco prima della morte di quel Santissimo Patrono (San Domenico).

Nel 1519, per magnaminità di mons. Giovan Pietro Simonetti, alla chiesa fu annesso un fabbricato destinato a biblioteca. Ciò è ricordato da una iscrizione posta sulle pareti della seconda cappella a destra.

 

Vista del complesso da via Pietro Leoni (foto di S. Mosca)

Facciata (foto di S. Mosca)

 

Nella prima metà del ‘500 dovette subire l’adeguamento delle strutture al nuovo gusto architettonico; ne sarebbe indizio il fatto che fu allora collocata sull’altare maggiore, necessariamente ristrutturato, la grande tela di Lorenzo Lotto Madonna del Rosario e Santi.

 

 

Lorenzo Lotto, Madonna del Rosario e Santi

 

Nella seconda metà del XVIII sec. fu sottoposta, per iniziativa dei padri del convento, a un radicale rinnovamento. I lavori, iniziati su disegno dell’architetto Arcangelo Vici di Arcevia, furono completati con il determinante apporto del figlio di questi, Andrea, seguace del Vanvitelli.

Gli altari laterali erano ornati con dipinti di Gianandrea Lazzarini (Pesaro 1710-1801) e di Nicola Monti (Ascoli Piceno), risalenti agli anni 1789-1790 (1).

 

Testo:
P. Appignanesi, Guida della città e del territorio, in Cingoli. Natura Arte Storia Costume, Cingoli 1994, p. 105

 


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