Chiesa di Santa Caterina

Viale della Carità

 

 

Sul luogo dove sorge la struttura monastica annessa alla chiesa di Santa Caterina fu eretto fra il 1217 e il 1218 l’ospedale di Spineto dedicato ai SS. Andrea e Margherita (1). Pochi anni dopo, accanto all’ospedale, sorse un monastero di suore con annessa chiesa intitolata a Santa Maria e a Santa Caterina (2). 

Le fonti suggeriscono una sorta di unità fra le due strutture: da tale data si parla infatti di monastero di Santa Maria e Santa Caterina altrimenti detto ospedale di Spineto; i titoli di Sant’Andrea e Sana Margherita, ai quali era dedicato l’ospedale, rimangono anche nel monastero che talvolta è detto Sant’Andrea e Santa Caterina o Santa Caterina e Santa Margherita (3). Fra il maggio e l’ottobre del 1220, l’ospedale si trasforma da istituzione laica ad ente ecclesiastico e passa sotto la tutela del vescovo di Osimo che in sede locale è esercitata dal pievano di Cingoli (4).  

 

 La chiesa con annesso ospedale (foto di S. Mosca)

Facciata della chiesa (foto di S. Mosca)

 

Nella prima metà del XVIII secolo, cessata oramai l’attività dell’ospedale, venne ricostruito il monastero e la chiesa riutilizzando il materiale proveniente dai fabbricati abbattuti. Come attesta un’iscrizione posta nel vestibolo della chiesa, i lavori ebbero termine nel 1741 (3).

Conserva una tela attribuita a Simone De Magistris da Caldarola (1530-1600) rappresentante la titolare della chiesa, Santa Caterina, e S. Benedetto (3).  

 

(foto del 5/8/2007)

 


(1) Probabilmente fondato da Compagnone di Giovanni di Montecchio. Che questo personaggio di spicco nella società cingolata, con la fondazione dell’ospedale, intendesse sanare alcune sue colpe verso la comunità risulta chiaro da un documento del 1223 stipulato dalle sue figlie Avenissima que Chaterina vocatur e Giovanna. Costoro, ispo nostro padre presente et consentiente, donano all’ospedale di Spineto alcune terre pro redemptione peccatorum et pro restauratione decimarum et aliarum que ipse pater noster restituere tenebatur (Archivio di Santa Caterina, n. 902). Nel 1219 la chiesa di Sant’Andrea possedeva già un proprio patrimonio. In quella data, infatti, don Angelo cappellano della chiesa da in enfiteusi l’uso di un mulino per due giorni al mese (Archivio di Santa Caterina, n. 912).  S. Bernardi, Ospedali di Spineto e Buraco, in AA.VV. Cingoli dalle origini al sec. XVI. Contributi e ricerche, Atti del XIX Convegno di Studi Marceratesi, Cingoli 15-16 ottobre 1983, "Studi Maceratesi" 19, Macerata 1986, pp. 264-265

(2) Nella pianta della città inclusa nell’opera di Avicenna (“Memorie della città di Cingoli”, 1644) sono ancora visibili i due distinti edifici. L’Avicenna, così scriveva: “n. 44 S. Catherina con il Monastero, e monache dell’ordine di San Bernardo, Monastero antichissimo, ch’aveva giurisdizione di molti castelli…n. 45 S. Andrea chiesa antica ov’era un’ospitale”.  

(3) P. Appignanesi, Guida della città e del territorio, in Cingoli. Natura Arte Storia Costume, Cingoli 1994, pp. 114-115  

(4) S. Bernardi, Ospedali di Spineto e Buraco, cit. p. 266  

 

 


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